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martedì 28 ottobre 2014

La Mela Annurca


Foto tratta da La Festa della Mela Annurca 2011

La Melannurca Campana o Mela Annurca è un frutto tipico campano.
Presenta due varietà:
“La Caporale” rossa con puntini bianchi, ha una polpa dolce e più morbida
“La Sergente” di un colore tra il giallo ed il verde, ha una buccia striata e la polpa dal sapore più acerbo e duro.

La sua storia è molto antica, alcune fonti riportano la prima coltivazione circa 2000 anni fa e ne sono testimonianza i numerosi dipinti, che le ritraggono, trovati nelle ville romane di Ercolano e Pompei.
Altre fonti letterarie, invece, tra tutte il
Naturalis Historiadi Plinio il Vecchio, riportano il luogo di origine di questo prelibato frutto nella zona di Pozzuoli con il nome di “mala orcula”.
Le origini del nome però sono ancora avvolte nel mistero, se da un lato Plinio le collega al Lago d’Averno chiamato “orco” e da qui “orcula”, da un altro l’etimologia del nome viene fatta derivare dal latino "indulcàre" riferito soprattutto alla modalità con cui vengono portate a maturazione.
Il nome però è stato modificato durante il corso dei secoli trasformandolo in “orbiculà” e “orcole” nel 1500 per mano dello scrittore Giovan Battista Della Porta. Poi dal ‘600 fino all’800 ci sono numerose testimonianze letterarie che riportano il nome di "anòrcola" e "annòrcola" fino a giungere all’attuale nome coniato nel 1876 da Giuseppe Antonio Pasquale nel suo “Manuale di Arboricoltura” in cui viene denominata “annùrca”.

Dopo questa breve ma doverosa introduzione sull’origine del nome, vediamo cosa rende uniche queste mele.
La loro unicità infatti sta nel metodo antichissimo e tuttora utilizzato per portarle a maturazione,
le mele vengono raccolte ancora acerbe, e posizionate per terra su teli o telai idonei, detti “melai” formati da paglia incrociata,  per la fase di "arrossamento" e quindi di maturazione, questi melai vengono posizionati sotto il sole per un massimo di 15 giorni.
Oggi la loro coltivazione non è più relegata alle zone flegrea e vesuviana ma è diffusa in quasi tutta la Campania.


Il Brigante Lucano